Riguardo alla legge elettorale sono stati definiti alcuni capisaldi che costituiscono sin d’ora la base di confronto su cui il centrosinistra chiede alla maggioranza risposte chiare:
1) no a qualsiasi forma di aumento del numero di consiglieri regionali. Si ritiene che, nonostante l’incontestabile incremento demografico avvenuto dai primi anni ’70 ad oggi, l’attuale numero di consiglieri regionali (60) sia adeguato a dare rappresentanza al territorio veneto;
2) sì alle preferenze, no al listino bloccato. Nessuno può sottrarsi al giudizio degli elettori. Tutti i consiglieri regionali devono essere eletti con il sistema delle preferenze;
3) più donne in consiglio regionale. Devono essere previste garanzie per la rappresentanza di genere;
4) limite dei due mandati per il presidente della Regione, come accade già da anni per i sindaci, in considerazione della concentrazione di poteri e funzioni che fanno capo a queste cariche istituzionali;
5) riequilibrio della rappresentanza territoriale, attraverso norme che assicurino alle province tradizionalmente penalizzate dai meccanismi elettorali (Belluno, Rovigo) il numero di rappresentanti proporzionale al numero di abitanti;
6) garanzie per la governabilità, con l’assegnazione del 55% dei seggi alla maggioranza e del restante 45% all’opposizione.
Riguardo allo Statuto regionale, si è concordato di organizzare un incontro a breve termine in cui i gruppi di centrosinistra, assistiti da esperti, affronteranno le seguenti questioni:
1) diritti e doveri delle persone che vivono in Veneto;
2) forme di partecipazione alla vita democratica;
3) poteri e funzioni amministrative da riconoscere agli enti locali;
4) rapporti tra Presidente della Regione, Giunta e Consiglio;
5) rapporti tra maggioranza e opposizione.
L’obiettivo dichiarato dell’incontro, che si terrà il prossimo 12 ottobre, è di precisare le posizioni comuni che i gruppi di centrosinistra porteranno al tavolo di confronto con il centrodestra, per trovare un accordo complessivo sullo statuto regionale, la legge elettorale e la legge di conferimento agli enti locali di poteri e funzioni amministrative, che diano una conformazione più moderna, efficace e responsabile alla Pubblica Amministrazione regionale e locale.