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| 01/10/2007 - |
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| Il sottopasso di Maerne, un'opera non più procrastinabile |
Approda anche in Consiglio regionale il tormentone del passaggio a livello della stazione di Maerne, uno dei più “eterni” della provincia con relative code sulla trafficata Provinciale 36 e “incazzature” da parte degli automobilisti. Sollecitato dai “navigatori” del forum www.marteago.com, dove ha aperto la rubrica “Filo diretto con la Regione”, il consigliere regionale di Martellago Andrea Causin ha presentato un’interrogazione a risposta immediata all’assessore alla Mobilità, Renato Chisso, dall’incipit, polemico, “mentre si attende il Passante di Mestre, la Giunta regionale pensi almeno ai nuovi sottopassi”. Causin ricorda che le barriere del passaggio a livello “maledetto” restano abbassate ormai quasi perennemente per permettere di transitare ai treni della Bassano-Venezia; che i numerosi passaggi a livello sulla stessa linea causano notevoli ritardi per gli sfortunati automobilisti che tentato di attraversarli, per lo più invano; che la chiusura quasi permanente impedisce di fatto ai cittadini di Martellago di raggiungere in tempi certi le strutture ospedaliere dell’Asl 13, specie il Pronto Soccorso di Mirano con relativi rischi per la vita delle persone; che gli stessi treni, anche a causa dei passaggi a livello, sono spesso costretti ad accumulare ulteriori ritardi, e che di recente è bastato il malore di una passeggera per mandare in tilt l’intero traffico della zona, ferroviario e stradale. «Considerato che la Regione spesso imputa ad altri le responsabilità della mancata o rallentata costruzione di infrastrutture viarie vitali per la nostra economia, che oltre alle grandi opere bisogna pensare anche alle piccole e alla viabilità secondaria, senza le quali si resterà bloccati comunque nel traffico, e che basterebbero pochi milioni di euro per sostituire finalmente i passaggi a livello più critici con semplici sottopassi» il consigliere interroga quindi la Giunta per sapere «quanti e quali sottopassi sono stati realizzati nel 2007, e se vi sia la volontà di realizzare in tempi certi anche quello di Maerne», programmato da una vita nell’ambito dell’Sfmr e già progettato, ma ancora lettera morta. «O dobbiamo chiedere ai cittadini del Miranese di trasferirsi in altre zone più servite?» conclude, amaro, Causin.
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